Prossimamente in scena


Sab, 30/09/2017 - 10:00

Sabato 30 settembre, in occasione dell’inaugurazione della stagione 2017-2018, il Teatro Guglielmi apre le sue porte al pubblico.
Grazie all’impegno del Comune di massa, in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus, per tutto il giorno, dalle 10 alle 19, si alterneranno varie iniziative per rendere il teatro ancora più “familiare” e accessibile alla città.
In platea sarà possibile ammirare gli spettacoli della scorsa stagione nella mostra fotografica a cura di Studio47, che per l’occasione allestirà un set fotografico per realizzare foto ricordo di grandi e piccini.
Visite guidate della macchineria teatrale: si potrà scoprire come la qualità artistica di uno spettacolo sia il risultato del lavoro di un vasto gruppo di competenze diverse, generalmente non visibili allo spettatore. Prenotazione obbligatoria via mail.
I bambini dai 3 ai 12 anni potranno partecipare alla seconda edizione del concorso “Il teatro che vorrei”. Disegnando la loro idea di teatro, potranno vincere un abbonamento alla stagione del Teatro Famiglie che debutterà il 26 dicembre con Biancaneve, la vera storia.
Dalle 10.30, sempre per i più piccoli, sarà aperto il laboratorio proposto da GAMS, Dietro il Sipario. Ombre di cartone: i bambini impareranno a costruire un teatro per mettere in scena le ombre. Prenotazione obbligatoria via mail.
Alle ore 16, due “insolite” cuoche accompagneranno i loro ospiti nella “degustazione” di un menù “un po' strampalato”: dall'antipasto al secondo con contorno, prepareranno un banchetto a base di uova verdi, pappe dolci, zuppe di sassi e tanti altri “piatti” gustosi e prelibati. Lettura animata a cura di La Noce a tre Canti di Fame di storie - Banchetto di racconti appetitosi per bambini affamati. Per bambini dai 3 anni.
E ancora: interventi musicali degli allievi della scuola comunale di musica (dalle 15 alle 18.30), performance delle allieve dell’ASD Le Maripose (ore 18.30), proiezione di foto degli spettacoli in calendario, e tanto altro…

info: Teatro Guglielmi 0585 41678 – 490213 - teatroguglielmi@comune.massa.ms.it


Mer, 04/10/2017 - 21:00

Il prossimo 4 ottobre, il teatro Guglielmi ospiterà uno speciale gala lirico, in occasione della festa di San Francesco, patrono della città.
Un appuntamento che si realizza all’interno delle linee di promozione del teatro d’opera poste in essere dalla Regione Toscana, grazie alla stretta collaborazione con uno dei più importanti teatri di tradizione della Toscana, il Teatro del Giglio di Lucca, nonché di AllOpera e Truelinked, e rappresenta un imperdibile e prezioso momento nel percorso che l’Amministrazione ha intrapreso con l’obiettivo di riportare l’opera lirica nella nostra città.
Protagonisti saranno 12 giovani interpreti italiani ed internazionali, selezionati nello scorso mese di agosto tra più di 40 partecipanti che hanno mostrato grande preparazione e professionalità, nel corso delle audizioni per il cast del prossimo allestimento dell'opera lirica Il barbiere di Siviglia.
I giovani interpreti proporranno la loro voce e la loro arte sulle note di Donizetti, Mascagni, Mozart, Puccini, Rossini, Verdi, accompagnati al pianoforte dal maestro Massimo Morelli.
A pochi giorni dell’inaugurazione della stagione teatrale 2017/2018, il Teatro Guglielmi, aggiunge così un ulteriore tassello alla sua programmazione in occasione della festa del patrono e si conferma come un simbolo della città, luogo di relazioni aperto alle diverse sensibilità.
Il concerto avrà luogo alle ore 21,00 ed è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per rendere più agevole e ordinato l’accesso del pubblico, domenica 1 ottobre, dalle 15 alle 17, presso la biglietteria del Teatro, saranno distribuiti tagliandi (per un massimo di 2 a persona) con posti numerati.


Ambra Angiolini e Matteo Cremon. Foto di Andrea Ciccalè
Ven, 13/10/2017 - 21:00, Sab, 14/10/2017 - 21:00, Dom, 15/10/2017 - 21:00, Lun, 16/10/2017 - 21:00

prima nazionale
Ambra Angiolini, Matteo Cremon
LA GUERRA DEI ROSES
di Warren Adler
traduzione di A. Brancati e E. Luttmann
regia Filippo Dini
produzione La Pirandelliana/Goldenart Production S.r.l./Artisti Riuniti S.r.l.

È una commedia “nera” dalla cattiveria e dal ritmo unici, una spietata critica nei confronti dell’istituzione familiare, delle sue ipocrisie, dei suoi scheletri nell’armadio e, soprattutto, del perbenismo della filosofia borghese americana. La vicenda degli sventurati amanti è narrata con la forza e le invenzioni nere e deformanti di uno Shakespeare pulp (alla Tito Andronico, vedi la sorte degli animali domestici). L’autore del romanzo mostra al tornasole le rabbie represse dei sentimenti sopiti dietro le foto di famiglia sorridenti e prodotte in serie, e si diverte non poco a dare loro libero sfogo, in un susseguirsi di cattiverie, di vendette, di violenze psicologiche ma non solo, condito da un macabro sense of humor.


Mar, 07/11/2017 - 21:00, Mer, 08/11/2017 - 21:00, Gio, 09/11/2017 - 21:00

prima nazionale
Lillo&Greg
L’UOMO CHE NON CAPIVA TROPPO
Autori Lillo e Greg
Regia Lillo e Greg - coregia Claudio Piccolotto
Con Lillo e Greg e con Vania Della Bidia, Benedetta Valanzano, Danilo De Santis e Marco Fiorini
Costumi NC POP
Produzione LSD Edizioni srl
Distribuzione Terry Chegia

Lillo & Greg tornano in teatro con la divertentissima commedia L’uomo che non capiva troppo, una deliziosa pièce che prende spunto dall’acclamata serie presente nella trasmissione radiofonica 6-1-0. Immaginate un uomo tranquillo, Lillo, con una vita tranquilla e quasi anonima. Finché non fa una scoperta incredibile: la tranquillità è la facciata di un mondo che non gli appartiene, fatto di spionaggio, intrighi e società segrete. Ciò in cui ha sempre creduto non è come sembra, né l’amata moglie né il migliore amico Greg.
Comincia qui un cammino di suspence e mille peripezie, misteri da svelare, interrogatori e sparatorie a metà fra Matrix e un film di James Bond, dove c’è una banda di cattivi da sgominare e un progetto di dominio del mondo da sventare. L’uomo non troppo comune Lillo cerca di venire a capo di questa incredibile situazione, seguendo le incomprensibili istruzioni fornite dal suo mentore Greg.


Sab, 25/11/2017 - 21:00

ERODIADE – FAME DI VENTO
Ispirato a Hérodiade di Stéphane Mallarmé
regia e coreografia Julie Ann Anzilotti
scene Alighiero e Boetti
musiche Paul Hindemith, Wilhelm Killmayer, Walter Fӓhndrich
assistente alla scenografia Tiziana Draghi
costumi Loretta Mugnai
consulenza musicale Michele Porzio
scrittura vocale e voce (su nastro magnetico) Gabriella Bartolomei
con Paola Bedoni, Sara Paternesi, Giulia Ciani, Sara Ladu, Liber Dorizzi, Laura Massetti
disegno luci Andrea Berselli
produzione Compagnia Xé
Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni 80/90.
Direzione Artistica: Marinella Guatterini

Lo spettacolo di teatrodanza Erodiade - Fame di vento, creato da Julie Ann Anzilotti in collaborazione con Alighiero Boetti,-che con lei lavorò per 8 mesi, indicandole anche il sottotitolo della pièce-, si ispira al poema incompiuto Hérodiade di Stéphane Mallarmé, del quale restano tre frammenti e una serie di appunti.
La figura centrale è rappresentata da Erodiade (o Salomé, ma Mallarmé preferisce chiamarla con il nome della madre, per differenziarla dalla Salomé moderna e dai suoi stereotipi), vista nella sua immensa solitudine e amarezza: il mito della bellezza non è più quindi il centro attorno al quale ruotano gli avvenimenti.
La protagonista vuole e ottiene tutto nella sua ricerca di calore, anche la testa del Battista, che con il suo martirio le aprirà la strada alla catarsi, facendola approdare a una nuova realtà dove finalmente conoscerà il suo “angelo”. Quattro danzatrici in scena rappresentano Erodiade, la Nutrice, lo Spirito del Bene e lo Spirito del Male. Un danzatore interpreta il ruolo di Giovanni Battista mentre un'altra ballerina è l'Angelo.
La scenografia, concepita da Alighiero e Boetti, celebre artista visivo contemporaneo prematuramente scomparso, crea un recinto di geometrica lucidità, uno spazio suggestivo come luogo di metamorfosi.
Lo spazio è stato diviso orizzontalmente da una linea rossa, verticalmente da un fondalino mobile sul quale è stato disegnato un cerchio rosso a indicare un equilibrio che si romperà con la decapitazione del Battista, la catarsi di Erodiade e la scoperta di un nuovo mondo.
Lo spettacolo si sviluppa in un discorso di dualità: Bene e Male, cielo e terra, chiave di lettura che viene sottolineata anche nella scelta dei costumi, il blu e il rosso.


Lun, 27/11/2017 - 21:00, Mar, 28/11/2017 - 21:00

Francesco Montanari e ccompagnia Gank presentano Poker
di Patrck Marber
traduzione di Carlo Sciaccaluga
scene e costumi Laura Benzi


Ven, 01/12/2017 - 21:00

Una nuova produzione ORT all'insegna del Romanticismo: sul podio il ritorno di Frédéric Chaslin, solista al piano Pietro De Maria. Gile Bae, malata, costretta a dare forfait.

Venerdì 1 dicembre ore 21.00 è in programma al Teatro Guglielmi di Massa il nuovo concerto dell'Orchestra della Toscana: il francese Frédéric Chaslin dirige l'Orchestra nella “Scozzese” di Mendelssohn e la pianista Gile Bae, prevista nel programma originario come precedentemente annunciato, è costretta ad annullare la sua presenza a causa di una forte forma influenzale. Al suo posto Pietro De Maria, ospite in molte occasioni della Fondazione ORT, si farà interprete nel “Primo Concerto per pinaoforte e orchestra op.11” di Chopin.

L'ORT in un concerto imperniato sul primo romanticismo, diretto da un ospite amico dell'ORT, il francese Frédéric Chaslin, pianista e compositore arrivato alla bacchetta facendo da assistente a Daniel Barenboim e Pierre Boulez, dopodiché ha avuto la direzione principale dell’Opera di Rouen, dell’Orchestra sinfonica di Gerusalemme, del Mannheim Nationaltheater e della Santa Fe Opera.

Chaslin torna sul podio dell'ORT in un programma alle prese con la Sinfonia n.3 di Mendelssohn, partitura che dipinge in note lo spirito, i paesaggi, il clima brumoso della Scozia e insieme tenta di rinnovare le architetture del genere sinfonico ereditato da Beethoven incollando l’uno all’altro i quattro movimenti, così da creare un’unica arcata musicale. In apertura della serata il Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Chopin con il quale il compositore francese, uscito dalla natia Polonia, nel 1830 avrebbe voluto conquistare l’Europa intera, invece si fermò a Parigi.

A farsi interprete del concerto il pianista Pietro De Maria che - con grande generosità - sostituisce la collega olandese di origine coreana Gile Bae, prevista nel programma originario e colpita in questi giorni da una forte forma influenzale.

Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione. Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani - Teatro alla Scala di Milano (1990) e al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo. La sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori. Il suo repertorio spazia da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti. Insegna al Mozarteum di Salisburgo e alla Scuola di Musica di Fiesole.

Continua per questo programma, fino alla produzione di Natale, il progetto Yo-Yo Youth Orchestra Youth ORT (realizzato grazie al bando S’Illumina sostenuto da SIAE e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività) che vede sul palco insieme ai professori d'orchestra dell'ORT, i 10 giovani strumentisti ad arco partecipanti alla prima edizione del corso di alta formazione indetto dalla Fondazione ORT.
 
Festa della Toscana
Frédéric Chaslin direttore | Pietro De Maria pianoforte
CHOPIN Concerto n.1 per pianoforte e orchestra op.11
MENDELSSOHN Sinfonia n.3 op.56 Scozzese
 
PREVENDITA e INFO: Biglietteria del Teatro Guglielmi Piazza del Teatro, 1 tel. 0585 41678 (int. 1)
www.teatroguglielmi.it  teatroguglielmi@comune.massa.ms.it |
Info
tel. 0585 41678 (int. 3) | 490213 | URP tel. 800013846


Mar, 05/12/2017 - 21:00

Michael Rosen sostituisce Enrico Rava per il concerto del Wally Allifranchini quartet al teatro Gulgielmi di Massa
Per motivi di salute Enrico Rava non potrà partecipare al festival MutaMenti. La comunicazione è appena arrivata dalla sua agenzia. Sarà Michael Rosen, incredibile sassofonista statunitense, a sostituirlo nel concerto di stasera, martedì 5 dicembre, al teatro Guglielmi unendosi al superlativo quartetto di Wally Allifranchini. Tenor-sassofonista dal tono lirico e intenso, nel corso della sua carriera Michael Rosen ha suonato con musicisti del calibro di Bobby McFerrin, Jim Hall, Peter Erskine, Mike Stern e Kenny Wheeler, Enrico Rava, Franco D’Andrea, Roberto Gatto e Franco Ambrosetti. Molto attivo anche come sideman, il suo sax si ascolta nei dischi di molti dei piú importanti artisti pop italiani, da Mina a Fabio Concato. Attivissimo nella scena jazz europea è stimato anche dai colleghi della musica classica, ha lavorato spesso anche con l’Orchestra della Scala. Un appuntamento quindi che resta, nonostante l'improvvisa sostituzione del magnifico trombettista triestino, un'occasione imperdibile per tutti gli appassionati del jazz e non solo. Si ricorda che gli introiti della bigliettazione di tutti gli spettacoli del festival saranno destinati a interventi di valorizzazione sui beni culturali del territorio provinciale. È possibile prenotare il biglietto per lo spettacolo compilando il modulo presente sul sito www.istitutovalorizzazionecastelli.it/mutamenti e inviandolo a info@istitutovalorizzazionecastelli.it.
Inoltre, per chi desiderasse ritirare anticipatamente i biglietti, è possibile farlo recandosi presso la SEGRETERIA dell'Istituto Valorizzazione Castelli-Palazzo Ducale, piazza Aranci, Massa-martedì 5 dalle 9.00 alle 13.30.


Isabella Ferrari
Sab, 09/12/2017 - 21:00, Dom, 10/12/2017 - 21:00

Isabella Ferrari, Iaia Forte
SISTERS
come stelle nel buio
di Igor Esposito
regia Valerio Binasco
produzione Nuovo Teatro

Una commedia velata di malinconia dai risvolti ironici e grotteschi. Protagoniste due sorelle che convivono con i ricordi del loro passato fatto di successi ormai tramontati.
Gina, bambina prodigio, ballerina e cantante che non è riuscita a mantenere le aspettative e Bianca, grande attrice di cinema purtroppo costretta su una sedia a rotelle da un brutto incidente stradale.
Le luci della ribalta ormai spente per sempre lasciano solo i volti di due stelle nel buio della vanità; dove, in un tenebroso chiaroscuro, con tinte da noir, si confondono vittima e carnefice, mentre la loro vita scorre nel rancore e nell'incomprensione. Forse, solo quando il sipario dei giorni sta ormai per calare, in riva al mare, le due sorelle si lasciano cullare da un’inedita tenerezza e, riconoscendosi in tutta la loro umana debolezza, si perdonano, capendo che la vita sarebbe stata diversa se non fosse stata bruciata dall’odio e dal rancore.


Mar, 12/12/2017 - 21:15, Mer, 13/12/2017 - 21:15

La Compagnia Teatrale "EL CONVENTO" presenta la Commedia Musicale in dialetto massese in Due Atti "En Convento...ajè talento" in memoria di Giuliana Andreazzoli.

L'avvenente e disinibita Diomira, cantante-ballerina nel famigerato night-club "Al lumo de luna" a Cinquale,  è suo malgrado testimone oculare di un omicidio, eseguito dal suo "protettore" Vincé de la Rocca. Consapevole di quello a cui potrà andare incontro si rivolge al Commissario Carloni della Questura per avere un aiuto, il quale, per proteggere l'incolumità della signorina, adotta uno...stratagemma! Così Diomira si ritrova all'interno dell'austero e ultraconservatore Convento delle Suore di Santa Cecilia della Zecca, sotto la custodia della severa Madre Superiora. Tra quelle mura Diomira cercherà di adattarsi al nuovo ambiente, che nulla ha in comune con la sua vita passata! La sua predisposizione alla musica e al canto farà da grimaldello per aprire le serrature della diffidenza e dell'incomprensione, e la sua permanenza all'interno delle sacre mura porterà una "ventata d'aria nuova e fresca"  suscitando l'ammirazione e la curiosità anche nelle alte sfere ecclesiastiche. Il convento, fino ad allora rimasto con porte e finestre chiuse, troppo al buio e in silenzio, d'ora in poi sarà aperto...al mondo!

Trasposizione in dialetto massese dal testo di Sister Act 1
a cura di Fabio Cristiani
regia Fernando Petroli
direzione artistica Anna Maria Mosti
corpo di ballo BDA - Bernardini Dance Academy
scenografia Classi 3B, 4B, 5B Indirizzo Design Liceo Artistico "F. Palma" Massa
basi musicali Pier Nicola Costa e Giacomo Bondielli
consulenza musicale Maestro Pietro Baruffetti
service audio e luci Extrapalco di Borghetti Maurizio
maestra del coro Chiara Galeotti


Alessandro Benvenuti
Ven, 15/12/2017 - 21:00, Sab, 16/12/2017 - 21:00, Dom, 17/12/2017 - 16:00, Dom, 17/12/2017 - 21:00

di J.B.P. Molière
libero adattamento, ideazione spazio, costumi, regia Ugo Chiti
con (in ordine di apparizione) Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Gioffreda, Desirée Noferini
ricerca e realizzazione costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori
aiuto regia Chiara Grazzini
macchinista Nicola Monami
eletticistra Francesco Peruzzi
materiale elettrico Watt Studio
foto Carlotta Benvenuti
produzione Arca Azzurra Teatro
con Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Regione Toscana - Comune di San Casciano Val di Pesa
in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi

L’Avaro di Molière, adattato e diretto da Ugo Chiti, è amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità, con protagonista Alessandro Benvenuti.

Questa commedia riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.
L’Avaro è uno spaccato familiare e sociale. Arpagone è un capofamiglia balordo, taccagno e tirannico come tanti altri, circondato da un amabile e canagliesco intrigo di servi e di innamorati. Poi Arpagone viene derubato e l’avarizia cessa di essere un tic, una deformità, uno spunto di situazioni farsesche. La diagnosi investe la psicologia di chi ha subíto un furto, di chi è stato defraudato di un oggetto di passione affettiva ed esclusiva, della sua unica ragione di vita. Proprio la fissazione affettiva di Arpagone su un oggetto miserabile sollecita un’equivoca, ma profonda partecipazione emotiva: l’avarizia redime l’avaro.
L’Avaro è una delle commedie molieriane che presuppongono uno spaccato familiare, una ‘casa’; ma la ‘casa’ di Harpagon è anche un luogo rigorosamente finto, esplicitamente e spudoratamente teatrale. Una casa che potrebbe essere, una metafora del teatro coi suoi prodigi, le sue inverosimiglianze e la sua cartapesta. Non una vera casa borghese, dove la luce filtra dalle imposte socchiuse, meridiana o mattutina ma comunque naturale; bensì una casa dove tutto si svolge a lume di candela (non fosse l’avarizia), anche se è giorno.


medea
Sab, 10/02/2018 - 21:00, Dom, 11/02/2018 - 16:00, Dom, 11/02/2018 - 21:00

Franco Branciaroli
MEDEA
di Euripide
traduzione Umberto Albini
regia Luca Ronconi ripresa da Daniele Salvo
scene Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte
costumi Jacques Reynaud ripresi da Gianluca Sbicca
luci Sergio Rossi riprese da Cesare Agoni
con Antonio Zanoletti, Alfonso Veneroso, Tommaso Cardarelli, Livio Remuzzi, Elena Polic Greco, Elisabetta Scarano, Serena Mattace Raso, Arianna di Stefano, Francesca Maria, Odette Piscitelli e Alessandra Salamida, Raffaele Bisegna, Thomas Feliciani
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano/Teatro de Gli Incamminati/Piccolo Teatro di Milano Teatro d'Europa

Medea con la regia di Luca Ronconi è un omaggio al grande maestro, un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica e interpretativa del teatro italiano.
Medea tende a presentarsi non tanto come una donna lacerata dall’amore, quanto piuttosto come una minaccia che incombe sul pubblico. L’inganno è la sua principale arma: raggira Creonte, Giasone e Egeo, ma cela i propri intenti anche al coro svelando solo all’ultimo il suo proposito di uccidere i figli. Il baricentro del dramma si sposta dal rapporto Medea-Giasone a quello Medea-coro, Medea svela la sua autentica identità di maschera impenetrabile. Nella messa in scena l’ossimoro di una Meda-uomo traduce l’ambiguo statuto del personaggio: il pubblico vede l’enigma nefasto che al coro è nascosto


Gio, 15/02/2018 - 21:00, Ven, 16/02/2018 - 21:00

Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
COPENAGHEN
di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi
regia Mauro Avogadro
scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Pasquale Mari
produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale/Compagnia Umberto Orsini/Css Teatro Stabile di Innovazione

In un luogo che ricorda un'aula di fisica, immersi in un'atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono NielsBohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e WernerHeisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L'asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l'appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? O al contrario essendo mosso da scrupoli morali, anche se tormentato dalle conseguenze che sarebbero potute ricadere sul destino della sua patria martoriata e che lui amava pur non essendo nazista, tentava di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull'applicazione dei fondamenti teorici della fissione? Su questi presupposti l'autore dà vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Fatto sta che le diverse ipotesi fatte all'epoca vengono qui enunciate una dopo l'altra e quindi vengono messi in scena diversi incontri tra i due fisici, con diversi andamenti. Viene quindi a tradursi metaforicamente, come struttura portante dell'impianto drammaturgico, quel Principio di Indeterminazione e di Complementarietà pronunciati molte volte nella pièce e così determinanti per l'elaborazione della teoria della relatività ad opera di Einstein. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse verità perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l'ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto. Si possono avere solamente risposte indeterminate e quindi la somma degli scenari possibili e ciò vale anche per quell'incontro tra i due fisici. Il Novecento, così come la vita umana sono fatti di tante zone grigie, di tanto silenzio, ma finché esisterà l'uomo si cercherà sempre, in mezzo al vuoto che ci circonda e alla polvere sollevata, la traccia rarefatta di una particella di chiarezza e di verità che, comunque, ci salverà.
Inutile dire che il grande valore del testo di Frayn, divenuto ormai un classico contemporaneo del teatro, non sarebbe emerso in modo così mirabile senza un trio di attori di grande spessore che sanno mettere in evidenza i diversi piani di lettura e interpretare i personaggi dando risalto alle loro infinite sfaccettature psicologiche.

 

Orario biglietteria:

 
Teatro Guglielmi
mercoledì 14 febbraio: 9.00-12.30/15.30-19.00
giovedì 15 febbraio: 9.00-12.30
venerdì 16 febbraio: 9.00-12.30

 
Palatenda Teatro Guglielmi
giovedì 15 febbraio: 18.00-21.00
venerdì 16 febbraio: 18.00-21.00


Sab, 17/02/2018 - 21:00

Presso il "Teatro Tenda" si terrà il Festival della canzone dialettale, organizzato dall’Associazione Amici della Canzon en Dialetto Massese – CSI, arrivato alla sua ventisettesima edizione.

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Mar, 20/02/2018 - 21:00

Chicos Mambo in
TUTU
regia e coreografia Philippe Lafeuille
assistente alla regia Flavie Hennion
tutulogue Romain Compingt
costumi Corinne Petitpierre
assistenza d’Anne Tesson
luci Dominique Mabileau
coproduzione Val Productions/Cie La Feuille d’Automne
con il sostegno per la residenza creativa presso Klap/Maison pour la Danse - Marseille, L’Orange Bleue - Eaubonne, L’Apostrophe - Cergy Pontoise, Accueil studio Théâtre Paul
Éluard/Scène conventionnée - Bezons, Centre national de la danse, un centre d’art pour la danse - Pantin

Chicos Mambo, l’alter ego catalano degli americani Ballets Trockadero de Montecarlo, dopo aver ottenuto un immenso successo mondiale, arrivano al Morlacchi con Tutu la loro nuova, stravagante, scatenata ed esilarante creazione. Fondata a Barcellona nel 1994 dal francese Philippe Lafeuille, la compagnia vanta oggi sei danzatori la cui esperienza e tecnica vengono messe al servizio dello humor e della parodia. Travestiti da ballerine, i Chicos Mambo danzano in Tutu i grandi brani del repertorio trasformandosi con camaleontica bravura dal classico cigno, alle donne in passerella e sottoveste di Pina Bausch. Spettacolo nato per i festeggiamenti del ventennale della compagnia, Tutu si divide in venti quadri in cui tornano alla memoria le icone del balletto, della danza contemporanea, dei balli di sala, dell’acrobazia e dello sport con i loro tic e vezzi. Più di quaranta i personaggi incarnati con trasporto dai sei interpreti immersi in un universo fantastico e teatrale. Un’ode alla danza, un magma effervescente di colori e visioni sfrenate.

 

Orario biglietteria

Teatro Guglielmi
lunedì 19 febbraio: 9.00-12.30/15.30-19.00
martedì 20 febbraio: 9.00-12.30

Palatenda Teatro Guglielmi
martedì 20 febbraio: 18.00-21.00

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Mer, 21/02/2018 - 21:00, Gio, 22/02/2018 - 21:00, Ven, 23/02/2018 - 21:00

scene Gabriele Moreschi
sound designer Alberto Soraci
direzione musicale Gabriele De Guglielmo
costumi Marcella Zappatore
light designer Alberto Tizzone
aiuto regia Alessia De Guglielmo
regia e coreografie Fabrizio Angelini
produzione Compagnia dell'Alba/TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

Austria, 1938. Per mettere alla prova la sua vocazione, la madre Badessa del Convento di Nonnberg invia la giovane e turbolenta novizia Maria come governante presso il comandante Von Trapp, ex ufficiale della Marina, vedovo con sette figli, ai quali ha imposto una disciplina militaresca.
Maria, con il suo carattere gioviale e impulsivo, conquista la fiducia e la simpatia dei ragazzi, grazie anche al canto e alla musica, suoi fedeli compagni e alleati, e ad una spontanea complicità con Liesl, la figlia maggiore, che segretamente si incontra con il postino Franz Gruber.
Il Comandante ha una relazione con la baronessa Elsa Schraeder, in visita alla villa insieme all’amico di famiglia Max Detweiler.
Ma inconsapevolmente un sentimento si instaura tra Von Trapp e Maria, la quale rendendosene conto, anche attraverso le parole della piccola Brigitta, abbandona la famiglia per rifugiarsi di nuovo tra le mura del convento. La madre Badessa però, esortandola a non fuggire dai suoi sentimenti, le suggerisce di tornare alla villa.
Una volta tornata, Maria viene a sapere dai ragazzi che il Comandante sposerà Elsa, la quale però dopo una discussione con lui circa l’imminente annessione dell’Austria da parte della Germania, decide di rompere il fidanzamento. Maria e il Capitano, rimasti soli, possono finalmente dichiararsi il loro amore. Durante la luna di miele Max prepara i ragazzi per cantare al Festival di Kaltzberg all’insaputa del Comandante, il quale non concede il suo permesso, mosso anche da lealtà patriottica.
Maria consola Liesl, delusa da Rolf che nel frattempo è diventato un seguace del regime, e nel momento in cui al Comandante viene conferito un incarico nella Marina militare tedesca Maria trascina tutta la famiglia sul palco del Festival, allo scopo di prendere tempo per organizzare una fuga. Con la collaborazione di Max e l’aiuto delle suore del convento, e grazie al mancato tradimento di Rolf, la famiglia riesce a fuggire in Svizzera attraverso le montagne così care a Maria, e a mettersi definitivamente in salvo.

 

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Una scena dello spettacolo. Foto di Stefano Fortunati
Ven, 02/03/2018 - 21:00, Sab, 03/03/2018 - 21:00, Dom, 04/03/2018 - 21:00

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo
QUESTI FANTASMI!
di Eduardo De Filippo
con (in ordine di apparizione) Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo
regia Marco Tullio Giordana
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
musiche Andrea Farri
produzione Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Questi fantasmi!, una delle commedie più importanti di Eduardo, scritte nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, nella quale non condanna e non assolve, ma rappresenta il mondo della Napoli del dopoguerra senza sconti e senza stizza.
Il suo sguardo non teme la compassione e rifiuta la rigidità del moralista.
Dal testo emerge non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli alleati, ma anche un sentimento, che è tutt’ora intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe "l’allegria del naufragio".

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Mer, 07/03/2018 - 21:00

IL CONCERTO-SPETTACOLO CHE UNISCE LA MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY, LA BAND REGGAE AFRICA UNITE E GLI ARCHITORTI ARRIVA AL GUGLIELMI AL TENDA MERCOLEDI’ 7 MARZO
OFFLINE
Africa Unite: Bunna, Madaski
Architorti: Marco Robino, Marco Gentile, Paolo Grappeggia, Efix Puleo, Elena Saccomandi
musiche e testi Africa Unite
rielaborazione per quintetto d’archi: Marco Robino
produzione artistica Architorti: Marco “Benz” Gentile
elettronica: Madaski
MM Contemporary Dance Company: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini
coreografie: Michele Merola
coordinamento progetto: Anna Abbate, Madaski, Marco Gentile, Marco Robino
produzione Mm Contemporary Dance Company, Africa Unite, Architorti
con il sostegno dell’Unione Musicale in collaborazione con Torinodanza Festival

Continua la stagione di prosa al GUGLIELMI AL TENDA con la possibilità di vedere nella nostra città lo spettacolo che ha debuttato con grande successo al Festival Torino Danza, OFFLINE (IN TEMPO REALE)

Saranno protagonisti di questo concerto-spettacolo multimediale tre eccellenze italiane: la MM Contemporary Dance Company - fondata da Michele Merola nel 1999, vincitrice nel 2010 del prestigioso Premio Danza&Danza come “migliore compagnia emergente”, oggi una realtà di eccellenza della danza italiana, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territorio nazionale -, Africa Unite - il gruppo più rappresentativo del reggae made in Italy, fondato più di trentacinque anni fa da Bunna e Madaski, rispettivamente cantante e tastierista, con uno stile musicale fatto di ritmo in levare, reggae, dub, elettronica – e Architorti - quintetto d’archi di formazione classica, ma con all’attivo numerose collaborazioni con musicisti di diversa formazione, nonché autori di molte delle colonne sonore dei film di Peter Greenaway.

Attraverso l’interazione di parola, gesto e musica viene qui indagato il rapporto complesso e conflittuale tra reale e virtuale. Il margine d’errore che caratterizza la performance dal vivo è valorizzato come garanzia di una comunicazione autentica in un’epoca che ci allontana dall’esperienza umana per proporci e spesso imporci i falsi storici del virtuale.

I brani reggae degli Africa Unite in un’elaborazione inedita per elettronica applicata e quintetto d’archi, a cura di Architorti, costituiscono la colonna sonora e la materia musicale dello spettacolo; le coreografie di Michele Merola per la MM Contemporary Dance Company - Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini - sono invece la componente fisica, reale, visibile, “toccabile”.

Nel corso della rappresentazione i diversi linguaggi artistici si misurano con i loro cloni virtuali proiettati su schermi, e dialogano con loro in una sorta di continuum dove il “programmato’’ si mescola con il reale: il quintetto Architorti - Marco Robino, Marco Gentile, Efix Puleo, Federica Biribicchi, Paolo Grappeggia - si moltiplicherà fino a diventare orchestra, mentre Madaski e Bunna si confronteranno con l’immagine virtuale del loro personaggio.

Offline è articolato in tre parti senza soluzione di continuità. La prima parte – L’illusione – introduce il rapporto ambiguo e distorto con il virtuale, oltre il cui fascino si nascondono non poche contraddizioni. La seconda parte – Social Addicted – presenta il nuovo esercito di coloro che sui social media fanno della propria vita un’esposizione continua e spettacolare. Nella terza parte – La reazione – affiora la consapevolezza della crescente dipendenza dal virtuale ed emergono alcune inquietanti domande: sappiamo ancora permetterci di rimanere Offline? Per quanto tempo? Come riusciremo a confrontarci con la tecnologia che noi stessi abbiamo creato senza abusarne?

Una performance che non può essere rinchiusa in una sola etichetta, ma che creerà un mondo nuovo di immagini, suoni e movimenti, scaturiti dall’energia vorticosa e trascinante dei quattordici artisti in scena. Un concerto-spettacolo che coniuga esperienze artistiche diverse, riflettendo sul rapporto tra reale e virtuale per un risultato moderno ed originalissimo.

Concept curato da Madaski, musiche e testi Africa Unite, rielaborazione per quintetto d’archi Marco Robino, coreografie di Michele Merola, produzione artistica Architorti Marco “Benz” Gentile, light design Giorgio “Josh” Geromin, sound engineering Simone Squillario, video making Alex Caroppi, produzione Unione Musicale / Africa Unite / Architorti / MM Contemporary Dance Company, coproduzione Fondazione I Teatri, Reggio Emilia, in collaborazione con TorinoDanza Festival.

 

ORARIO BIGLIETTERIA
Teatro Guglielmi
martedì 6 marzo: 9.00-12.30 / 15.30-19.00
mercoledì 7 marzo: 9.00-12.30

 
Palatenda Teatro Guglielmi
mercoledì 7 marzo: 18.00-21.00

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Ven, 09/03/2018 - 21:15, Sab, 10/03/2018 - 21:15, Dom, 11/03/2018 - 21:15

Teatro Tenda - Parco degli Ulivi
Teatro Comico Dialettale Massese
di Bruno Cantoni
Regia: Roberto Borghini - Scene di Luciano Turini

Prenotazioni/acquisto biglietto presso Botteghino Teatro Guglielmi tel. 0585/41678
6-7-8 marzo ore 9.30/12.30 - 15.30/19.00
9-10-11 marzo presso Ingresso Teatro Tenda ore 18.00/21.00

 

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Elena Sofia Ricci. Foto di Marco Rossi
Ven, 16/03/2018 - 21:00, Sab, 17/03/2018 - 21:00, Dom, 18/03/2018 - 21:00

Elena Sofia Ricci, GianMarco Tognazzi, Maurizio Donadoni
VETRI ROTTI
Di Arthur Miller
Traduzione Masolino D'Amico
E con in o.a. Elisabetta Arosio, Alessandro Cremona, Serena Amalia Mazzone
Scene Andrea Taddei
Costumi Barbara Bessi
Luci Gaetano La Mela
Musiche Stefano Mainetti
Aiuto regia Norma Martelli
Regia Armando Pugliese
Produzione ErreTiTeatro30

Una lettura psicosomatica dell’avvento nazista e dell’orrore dell’Olocausto.
Elena Sofia Ricci e GianMarco Tognazzi interpretano Vetri rotti di Arthur Miller, con la regia di Armando Pugliese. In scena anche Maurizio Donadoni. Protagonista del dramma è una donna ebrea americana colta di sorpresa, nel novembre del 1938, dalla notizia della ‘Notte dei Cristalli’ che arriva da Berlino, dove la montante esaltazione antisemita ha portato squadre di nazisti a distruggere le vetrine dei negozi di proprieta’ di ebrei.
Ad ‘andare in frantumi’, contemporaneamente, è anche la sua salute, il suo corpo, la sua mente che somatizza l’evento provocandole la paralisi delle gambe. I due uomini che le sono più vicini, il marito e il medico tentano due cure opposte: il primo minimizza le notizie sempre più preoccupanti che arrivano dalla Germania, il secondo le trasmette forza ed energia per reagire.

Trama

Trattando il tema immenso dell’Olocausto, con Vetri rotti Arthur Miller torna indietro alla ricerca delle proprie percezioni e sensazioni di allora, ambientando questa sua opera nella Brooklyn del 1938, isolata e provinciale, soddisfatta della propria mediocrità. Ancora una volta si intrecciano psicanalisi, drammi storici sociali e personali, con una sottile denuncia nei confronti della responsabilità individuale.
Sylvia Gellburg, ebrea, casalinga, viene improvvisamente colpita da un’inspiegabile paralisi agli arti inferiori. Il medico, Herry Hyman, suo coetaneo e conoscente, è convinto della natura psicosomatica del male e, al tempo stesso, è sentimentalmente attratto dalla donna, mentre il marito di Sylvia, Phillip, non riesce ad accettare quanto sta accadendo. Ben presto emerge che Sylvia è ossessionata dalle notizie delle persecuzioni contro gli ebrei in Germania.
Sono gli echi della Kristallnacht, ma forse l’angoscia della protagonista per quegli avvenimenti si somma ad altre fonti di frustrazione e inquietudine. È come se vivessero e parlassero per conto di tutti di un qualcosa che è più vita e attualità quotidiana che letteratura o teatro: la paura, della malattia, del dolore fisico, di quello psicologico, la paura del futuro… È appena avvenuta la ‘Notte dei cristalli’ nella lontana e barbara dell’Europa. Sylvia, donna bella, amata e protetta, non sa darsi pace: continua a leggere la notizia sui giornali, continua a guardare l’immagine di due ebrei anziani costretti a pulire un marciapiedi con uno spazzolino da denti, mentre la folla intorno, guarda e ride. Sylvia sente, come una medium, che sta succedendo qualcosa di grande e terribile. Ma intorno a lei non se ne accorge nessuno.
La prima ufficiale di Vetri rotti ha avuto luogo al Long Wharf Theatre di New Haven il 1° Marzo 1994. L’edizione italiana ha debuttato a Bologna il 28 febbraio 1995, per la regia di Mario Missiroli, con Valeria Moriconi e Roberto Herlitzka.

 

ORARIO BIGLIETTERIA

Teatro Guglielmi
mercoledì 14 marzo: 9.00-12.30 / 15.30-19.00
giovedì 15 marzo: 9.00-12.30 / 15.30-19.00
venerdì 16 marzo: 9.00-12.30
sabato 17 marzo: 9.00-12.30
domenica 18 marzo: 9.00-12.30

Palatenda Teatro Guglielmi
venerdì 16 marzo: 18.00-21.00
sabato 17 marzo: 18.00-21.00
domenica 18 marzo: 18.00-21.00

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Una scena  di Carmen. Foto di Gian Piero Deotto
Sab, 24/03/2018 - 21:00

Un doppio appuntamento con la danza contemporanea sarà protagonista sabato 24 marzo alle ore 21 al GUGLIELMI AL TENDA: si tratta dello spettacolo Carmen/Bolero, performato dalla MM Contemporary Dance Company.

Come chiaramente enunciato dal titolo, un piacevolissimo omaggio a due delle opere musicali più celebri e distintive degli ultimi due secoli, così diversi nella partitura melodica da connotare le coreografie apparentemente “distanti” l’una dall’altra.

BOLERO
Coreografia: Michele Merola
Musica: Maurice Ravel, Stefano Corrias
Light design: Cristina Spelti
Costumi: Alessio Rosati con la collaborazione di Nuvia Valestri
Interpreti: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

 

Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero (1928) è ancora oggi tra i brani più noti e ascoltati della storia della musica. Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione: alla fine di questo percorso l’ispirazione del coreografo si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel “muro trasparente” che li divide. Così, nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia declina la varietà di umori che “circolano” intorno e dentro al rapporto di coppia.
Su questa stessa musica, con la “licenza” e l’inventiva che sono il segno vero di ogni artista, è intervenuto Stefano Corrias. Da compositore raffinato ed esperto, Corrias ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale del brano di Ravel. Il nuovo spartito è stato composto analizzando attentamente le pagine di Bolero, e si integra perfettamente con esso, collocandosi in tre diversi momenti. All’interno della scrittura coreografica, i tre frammenti sottolineano i momenti più intimi, e più veri, di ognuno di noi, quando siamo lontano dagli sguardi degli altri, e lontani dal rumore assordante del mondo.
Nella versione di Merola, Bolero viene dunque raccontato come una non-storia, fantastica ma possibile, comunque pertinente al mondo reale. Dagli allusivi colpi di tamburo rullante iniziale, sino alla “esplosione” finale dell’intera orchestra, la danza, in stretta simbiosi con la musica, veicola una sorta di astratta “fiaba amara”, allegoria del dolore di vivere e dell’incomprensione fra esseri umani. Così Bolero diventa metafora della nostra esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto.

 

CARMEN
Produzione 2015, coreografia di E. Soavi
Coreografia: Emanuele Soavi
Musiche: Georges Bizet, Los Panchos
Disegno luci: Cristina Spelti
Costumi: Alessio Rosati con la collaborazione Nuvia Valestri
Interpreti: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

 

Carmen Sweet è una creazione esclusiva di Emanuele Soavi per la MM Contemporary Dance Company, pensata tenendo conto dell’originale intenzione del compositore di creare un’opera-comique: così definiva Georges Bizet la sua Carmen, presentata a Parigi nel 1875.
In questo lavoro, traendo spunto e rivisitando le tracce del leggendario canovaccio, l’azione, volutamente permeata di ironia e sarcasmo, ha inizio nell’arena in cui Carmen, Micaela, Frasquita, Mercédès, Don José, Zuniga, Escamillo danno libero sfogo alle loro emozioni. Dando così spazio al forte virtuosismo tecnico e teatrale degli interpreti in scena, Soavi ci immerge drammaturgicamente in quella trama fatta di sottili relazioni, di equilibri e di ricami, fra tensione e sospensione, dove movimenti e gesti vanno letti oltre l’apparente eleganza che sta sopra le righe. Il tutto accompagnato dalle celeberrime note di Bizet, a volte interrotte dalle canzoni del gruppo canoro Los Panchos, nei cui testi antagonismo, gelosia e desiderio sono i soggetti onnipresenti.
Nella Plaza de Toros di Siviglia, i personaggi si ritrovano per il giorno della corrida. Tutti attendono Escamillo, quell’Escamillo che crede che Carmen sia solo sua e non si cura degli avvertimenti di Mercedes e Frasquita. Ricoperti di polvere, confusi nei loro vizi, i personaggi, come un gruppo di istrioni, inscenano sulla piazza metafisica del palco la passione di Carmen.
Sarcastici e bizzarri nei loro gesti e movimenti, questi commedianti tentano di far evitare lo scontro perenne tra Don José e il Toreador, mentre Micaela, sola nell’ombra, va nascondendosi e mostrandosi, cercando di rubare invano i loro cuori e le loro attenzioni. Ma Don José è ben presto nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra e José la supplica di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti, José la minaccia e, mentre la folla applaude Escamillo vittorioso, accecato dall’ira, José uccide Carmen.
In questa fiction in movimento, si svela al pubblico un racconto che può essere vero e non solo immaginario, fatto di bellezza fisica espressa dai corpi dei danzatori, dove la narrazione delle scene è scandita dalle relazioni tra i sensi, che ripetutamente infiammano di passione i protagonisti in scena.

 

ORARIO BIGLIETTERIA
Teatro Guglielmi
giovedì 22 marzo: 9.00-12.30/15.30-19.00
venerdì 23 marzo: 9.00-12.30/15.30-19.00
sabato 24 marzo: 9.00-12.30

 

Palatenda Teatro Guglielmi
sabato 24 marzo: 18.00-21.00

 

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.


Dom, 25/03/2018 - 21:00

Al Guglielmi al Tenda

Compagnia I Tirabuscion

 

 

La biglietteria al Guglielmi al Tenda, durante le sere di spettacolo,
sarà raggiungibile a questo numero: 348 6662021.

 

 

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Tel. 0585 41678

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